non sarò mai una mamma blogger

Mum4parents blog

Non sarò mai una mamma blogger!!!!

Il primo post da condividere è stato per me un continuo pensare e ripensare alla ricerca dell’idea geniale, del post super intelligente, insomma un post da ….”sindrome da performance”…. alla fine mi sa che è meglio che inizio a scrivere e magari alla fine riuscirò anche a migliorare in questo mondo che mi incuriosisce e mi piace tanto.

Ho così deciso di condividere una esperienza che ho vissuto in un contesto apparentemente diverso da quelli a cui sono normalmente abituata (la didattica, il web 2.o meglio se utile alle cl@ssi 2.0, le google app, il tablet nella didattica, meglio ancora la Lim): il Mammacheblog.

Di cosa si tratta? Il MammaCheBlog è un evento rivolto alle mamme che hanno dei blog in rete o che desiderano dedicarsi a questa attività, organizzato da FattoreMamma, una agenzia di servizi fatta da mamme per mamme.

Intanto, io, che sono pedagogista dentro, peggio della lettera scarlatta, passavo attraverso le sessioni di Mumclass, con occhio di attenta osservatrice/scrutatrice di dinamiche educative. Ebbene sono rimasta colpita dalla numerosità del fenomeno, non mi sarei mai immaginata che fossero tante le mamme che hanno aperto un blog e di questo ne hanno fatto una professione sono tante e tanto preparate, sono abilissime con gli strumenti delle nuove tecnologie e sono abili manager di loro stesse, altro che immigrate ;) …quanto mi piacerebbe fare una ricerca sulle loro pratiche di mediazione parentale….

Una di loro Barbara Damiano, ideatrice  e blogger di MammaFelice, ha  condotto due dei quattro Mumclass che ho deciso di seguire. Lei ha con molta chiarezza e con molta simpatia chiarito la differenza tra un blogger dilettante e un blogger pofessionista.

Il punto chiave secondo lei, e visto la portata di traffico del suo blog, possiamo crederle è……. indovinate…….

LA PROGETTAZIONE!!!!

Come a scuola! come per le lezioni e i laboratori all’Università, accidenti! e dire che non lo avrei mai pensato….

Le altre parole chiave sono: contenuti, rigore, cambiamento, evoluzione, trasparenza.

Il consiglio di MammaFelice per quanto riguarda i contenuti è quello di scrivere pensando alle persone che dovranno leggere, prepararsi per tempo, sapere sempre quello di cui si parlerà durante la settimana, prepararsi, documentarsi.

Come a scuola! come per le lezioni e i laboratori all’Università, accidenti! e dire che non lo avrei mai pensato…. ;)

Infine Barbara ha tracciato il profilo del blogger, e qui davvero la pedagogista che è in me ha sentito musica per le sue orecchie….

Intanto un blogger di  professione deve avere un blogger, direte ovvio, ma tanto ovvio non è a sentire i tanti casi raccontati di chi si presenta come blogger solo per aver scritto episodicamente post su blog di altre persone, ma soprattutto, delizia delle delizie, saper scrivere in italiano. Saper scrivere in italiano #chebellaparola!

Avrei voluto che la sentissero i tanti profeti di sventura che attribuiscono al web la colpa della morte della nostra amata lingua, se per avere un blog di successo è necessario saper scrivere in italiano, vuol dire che chi legge ama il gusto della buona lettura. E di nuovo ho pensato all’uso del blog nella didattica, a quanto si potrebbe lavorare con le classi sulla scrittura e sulla lettura.

Ma l’incontro più straordinario l’ho avuto ascoltando una blogger che ha parlato di personal branding, anzi, come lei stessa ha detto, ha raccontato la sua personale esperienza da blogger, e da blogger di successo.

Posso immaginare che i benpensanti potrebbero a questo punto del racconto avere qualche perplessità rispetto a quello che racconterò, ma io, e anche la pedagogista che non mi lascia mai in pace, siamo rimaste davvero ammirate dalla genialità dell’analisi da lei effettuata.

La blogger in questione si chiama Veronica Benini, in suo nick è Spora, non vi tedio con il racconto della sua esperienza, potrete leggerlo se lo riterrete interessante, io vi sintetizzo tutto ciò che mi sinceramente colpito dalla sua analisi del web.

Quello che secondo lei conta davvero per essere una blogger di successo è “metterci la faccia”, avere sempre presente il mondo reale, puntare sugli incontri nel territorio, la sua attività di lavoro è di carattere formativo, insegna a camminare sui tacchi a spillo, “la vera svolta è il contatto con le persone”. Ditemi ma questo non è blended learning? non è un esempio mirabile di digital literacy? secondo me si!!!

Cosa mi sono riportata a casa?

Sicuramente non diventerò mai una mamma blogger!

Che l’apprendimento sociale, se fondato su una solida base di conoscenze, Spora è un architetto, e su capacità di metacognizione, che Spora ha sintetizzato con il termine “pasturare in rete”, può essere la strada per costruire competenze.

 
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