minorenni e privacy su Fb

FB e minorenni. La politica del social network rispetto ai minori è leggermente differente da quella degli adulti.

Cerchiamo di capire meglio.

Iniziamo con l’interrogare  il diretto interessato

<<Fb, Fb delle mie brame, a che età posso entrare nel tuo reame? >>

e Fb rispose:

foto-17

e qui iniziano le note dolenti……

quanti sono i ragazzi sotto i tredici anni iscritti a Fb?

Dati certi non ne abbiamo, secondo Consumer Report sarebbero 5,6 milioni di minori sotto i tredici anni che fanno uso del social network.

Fb, comunque, da parte sua dedica ai minorenni delle attenzioni particolari, per quanto riguarda la privacy, differenti da quelle degli adulti.

Cerchiamo di analizzarle.

  • Mentre gli adulti possono ricevere messaggi e richieste d’amicizia da qualunque utente di Fb i minorenni possono ricevere solo da minorenni o da amici di amici o da chi ha informazioni di contatto come l’e-mail o numero di cellulare; questo, come capite, non garantisce il minore perché gli amici di amici  potrebbero essere adulti, ma soprattutto gente sconosciuta. Ovviamente sarebbe sempre meglio non accettare amicizie da sconosciuti, ma, per lo meno, Fb suggerisce di limitare chi può chiedere l’amicizia. Io ho provato.

come si fà?

Clicca in alto a destra sul pulsante di collegamenti rapidi alla privacy

collegamento rapido privacy

si apre un menù a tendina dal quale selezionare “Chi può contattarmi?”,

chi può contattarmi?

si aprono due possibilità: Tutti e Amici di amici

chi può chiedere amicizia

A quel punto mi è venuto un dubbio: forse un account per minorenni prevede altre possibilità di limitazione e ho provato a cambiare la mia data di nascita e il risultato è ….lo stesso. Quindi sinceramente non comprendo il senso del consiglio……..

comunque continuiamo a guardare le differenze

  • Il profilo per minorenni non prevede la possibilità di condividere post, foto, aggiornamenti di stato con l’impostazione Pubblica

privacy minori

  • Lo strumento di condivisione della posizione  tasto posizioneè disattivato per impostazione, anche se basta semplicemente cliccare sul tasto di posizione per attivarlo, quindi non cambia molto…….

La geolocalizzazione è un aspetto della protezione della privacy su cui maggiormente  riflettere con i propri figli: è necessario indicare l’esatta posizione in cui ti trovi? è opportuno? chi legge sa dove ti trovi, è vero che è importante tra gli amici, ma siamo sicuri che solo gli amici poi lo posso sapere?

riflettiamo, insieme a nostri figli , riflettiamo!!!!!

  • Al compimento del diciottesimo anno Fb cambia le impostazioni regala la funzione di condivisione Pubblica, cambiando tutto quello che fin qui è ho scritto. Fb comunque invia una messaggio in cui avvisa l’utente dei cambiamenti.

Ma quali sono in realtà le pratiche più diffuse?

La strategia  che i ragazzi mettono in campo è semplicemente quella di mentire sulla data di nascita e il gioco è fatto. Il problema è che mentendo la maggior parte si fa “prendere la mano” e mette una data tale da apparire un maggiorenne, escludendo le, se pur poche, attenzioni per proteggere la loro privacy. Se a questo aggiungiamo la pratica di usare le proprie foto, dalle quali l’età si capisce perfettamente, ci possiamo rendere conto di come i profili creati dai minori, rischiano di essere più vulnerabili di altri.

Per superare tutti questi problemi Fb sta cercando di studiare un profilo per i minori 13 anni, attendiamo con curiosità.

La privacy in Fb…. I puntata

Davanti al proliferare ricorsivo di post che viralizzano le innumerevoli “catene copia e incolla” relative ad improbabili graphic app mi sono decisa a fare il punto sulla situazione.

Ma come Fb gestisce i nostri dati? Quale sono le scelte che possiamo fare sulla gestione della nostra privacy?

Intanto la prima cosa da fare sarebbe verificare la fonte delle informazioni prima di fare copia e incolla! Basterebbe copiare il contenuto di questi post e incollarli in un qualsiasi browser di ricerca per sapere qualcosa in più

Ma esploriamo il famoso social network.

Cliccando sulla rotellina in alto a destra della bacheca Immagine 5

si apre un menù

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accidenti quante cose possiamo impostare!!!!!!!!
andiamo a guardare dentro le Impostazioni sulla privacy

La finestra di dialogo ci aiuta ad orientarci ponendoci delle domande:

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Per chiarezza i post sono i messaggi che noi scriviamo sulla nostra bacheca in quello spazio bianco con la scritta “A cosa stai pensando?”.

Se noi non cambiamo le impostazione Fb rende il post pubblico, quindi leggibile da qualunque utente del social network.

Analizziamo le opzioni che ci vengono offerte e le loro implicazioni.

  • Amici: il pubblico che può leggere i tuoi post in bacheca sono i tuoi amici, ma fai attenzione che se nel post tu inserisci il tag con il nome di un tuo amico anche i suoi amici potranno leggere quello che hai scritto. Il tag con il nome di un amico si inserisce quando iniziamo a scrivere il nome e selezioniamo, sul menù a tendina che si apre, il profilo della persona che vogliamo taggare.
  • Amici tranne conoscenti: in questo modo posso selezionare il pubbconoscentilico che mi può leggere creando due gruppi tra i miei contatti: gli amici e i conoscenti. Quindi posso aggiungere nella lista conoscenti tutto coloro ai quali non voglio far leggere quello che ho scritto. Per inserire gli amici nella lista dei conoscenti bisogna andare sul Diario > cliccare su amici > cliccare sul riquadro amici al lato del contatto che volete inserire tra conoscenti e il gioco e fatto.
  • Solo io: in questo caso il post lo potete leggere solo voi.
  • Personalizzata: scegliendo questa opzione per selezionare il nostro pubblico si apre un riquadrochevi permette di fare altre scelte, tra queste impedire agli amici dei contatti taggati di vedere i nostri post e di limitare la condivisione con delle persone, che non sono inserite nella lista dei conoscenti.

personalizzata fb

Fai attenzione anche al fatto che:

puoi modificare l’impostazione di condivisione per ogni post, la modifica rimane tale fino a quando io non la cambi nuovamente,

se pubblichi sulla bacheca di un amico è lui a stabilire con le sue impostazioni chi può vedere quello che hai scritto.

per oggi penso che possa bastare 😉

Estate, tempo di variare la dieta….. mediale

dopo un inverno passato a discutere con i miei figli perché volevano prendere la bicicletta anche nei giorni di freddo e di bufera, mi ritrovo, in piena estate, a dover discutere con i miei figli perché mi si presentano davanti, con la loro faccina afflitta, con una domanda, sempre la stessa: “posso fare un giochino elettronico?”oppure “posso guardare i cartoni?”…….

come media educator figuriamoci se sono contraria ai giochini elettronici oppure ai cartoni o a tutto ciò che di digitale popola la nostra casa……

però…

L’estate è un tempo speciale nella vita dei nostri figli e anche delle famiglie, il solo fatto che le giornate siano più lunghe e che l’indomani mattina non bisogna, come un piccolo esercito di soldatini, essere pronti ad uscire di casa entro e non oltre le 7.45, ci permette di pensare con maggiore leggerezza alla possibilità di stare fuori, magari semplicemente fare una passeggiata in centro, prendere un gelato con gli amici o chiacchierare in compagnia della luna.

Anche per quanto riguarda il tempo dei nostri figli ritengo che debba essere un tempo vissuto in maniera speciale.

Il dare un limite all’uso dei diversi dispositivi digitali da parte dei nostri figli è un’attenzione che, come genitori, si dovrebbe avere in ogni stagione, anche se io sinceramente piuttosto che limitare preferisco l’idea di negoziare la modalità di fruizione dei dispositivi.

Negoziare l’uso dei dispositivi vuol dire prendersi il tempo e la pazienza di condividere il senso delle scelte: perché prendo la psp solo dopo aver finito i compiti, perché durante lo svolgimento dei compiti non devo “whatappare” con il mio gruppo, perché condivido con i miei genitori le mie navigazioni in rete…….

Ovviamente questo richiedere ai genitori di essersi interrogati, in base alla propria politica familiare, e aver fatto delle scelte di mediazione parentale chiare rispetto alle nuove tecnologie e lo spazio, fisico, mentale e emozionale, che occupano nelle nostre case.

Allora qualche idea, tecnologica e non:

  • i raid festosi nelle biblioteche comunali per prendere libri, divertono sempre, direi  un must per tutte le stagioni, adesso alcune biblioteche si stanno organizzando per prestare ebook… tecnologia per tecnologia cosa ne pensate di uno splendido e-reader per leggere 😉
  • l’acquisto in stock di libri da colorare e ritagliare, aiutano a superare le ore decisamente troppo calde per l’avventura, Art attack, grazie di esistere!!!!A proposito di taglia e incolla, mi permetto anche di suggerire, per chi ha figli che hanno frequentato la prima e la seconda il Disfalibro, non è un semplice libro per i compiti è un occasione per giocare anche imparando. A i miei piace!
  • dove io metterei il maggior numero di stelline è sicuramente alla possibilità di pianificare avventure all’aria aperta. Non c’è comune, piccolo o grande che sia che non abbia il suo programma di attività per l’estate, in questo la tecnologia può esserci di grande aiuto. Mettiamoci davanti al pc con i nostri figli per guardare, scoprire le bellezze che ci circondano, le iniziative che ci vengono offerte, scegliamo insieme quello che ci piacerebbe fare e poi via…..
  • un tasto dolente sicuramente è rappresentato da videogiochi o i giochini su smartphone e tablet, anche qui la famiglia deve decidere insieme come vuole gestirli, ad esempio a casa nostra la wii è un dispositivo stagionale, con l’arrivo della bella stagione si staccano i cavi e ormai per i bambini è un fatto talmente normale che sono loro stessi a indicarmi la data di stacco e ovviamente anche quella di riattacco. Ma non è da escludere per esempio di organizzare una serata tra amici con sfida figli vs genitori con i video giochi, c’è sempre un acquazzone estivo che ci blocca in casa….ma secondo voi chi vincerà? io ovviamente tifo per le mamme.
  • l’ultimo consiglio che vorrei darvi, è approfittare delle fascinazione prodotta dai media per ampliare le loro competenze. Ad esempio il software 10 dita, un software che  viene suggerito per consentire ai ragazzi con DSA di poter sfruttare le potenzialità delle tecnologie riuscendo a scrivere velocemente e correttamente sulla tastiera. Ma quest10ditao vale per tutti i ragazzi, io lo faccio usare a tutti i miei figli. A loro diverte perché è molto colorato e perché procede per livelli successivi e la figlia che frequenta la scuola media, avendo visto il risvolto a scuola nella maggiore velocità nell’eseguire i compiti, mi chiede in continuazione di potersi esercitare. L’unico limite è che nongira su mac, quindi non ci siamo attrezzati con un piccolo portatile.
  • Un’altra tecno-possibilità che piace a grandi e piccini è il fotografare con il telefonino. Perché èfacile, perché è divertente, perché si può condividere con gli amici subito, dovunque o quasi. E soprattutto perché la memoria, da guardare, da custodire, riscalda il cuore. Anche in questo caso le possibilità di trasformare la foto in un’avventura sono innumerevoli. Intanto ci divertiamo a fotografare, ma poi c’è anche il selezionare, l’organizzare e perché non stampare e creare l’album della nostra estate.

Esistono numerose app per organizzare, modificare  le foto, mi riprometto di scrivere un post dedicato per intanto vi rimando a Tiny Tap, che vi ho già presentato.

Allora buone avventure!!!!!!!!!

Group of Friends Jumping Together

C’è un limite in ogni post….!?!

È da qualche giorno che mi frulla in testa questa domanda: esiste un limite ai contenuti da postare sul social network?È non mi riferisco alle immagini di dubbio gusto come le pose da “intimo di postal market” e non faccio neanche problemi di morale.La mia domanda adesso diventa esistenziale.

Ma facciamo un passo indietro. Due giorni fa mio marito mi ha chiamato, allarmato, per farmi vedere una foto pubblicata in FB da un suo contatto, non uso volutamente la parola amico, perché mi auguro, anzi so che mio marito non lo considera tale. E come potrebbe?

La foto, fatta dalla sua mano, ritraeva una donna nel momento in cui, dopo un grave incidente, dopo essere stata completamente bloccata dai soccorsi, giace, sembra anche priva di vita, in una barella.
E già qui avrei da ridire rispetto alla mania di trasformarsi in spettatori dotati di moderni smartphone che si arrogano in diritto di “documentare” le altrui disgrazie anziché rimboccarsi le mani e darsi da fare o, per lo meno, rispettare il dolore altrui in silenzio, ” quanto di vita han mangiato le macchine con la voracità delle bestie afflitte da un verme solitario” (L.Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore). Ma se già questo mi indigna non trovo parole per esprimere il sentimento che ho provato sapendo che la donna ferita é la moglie del novello reporter il quale, non pago del suo pessimo gusto, ha anche commentato la foto con una frase che vi risparmio, ma che suonava come un “te l’avevo detto io” di puffo-brontoliana memoria.
A quel punto io, che cerco sempre il lato migliore delle persone e, ultimamente mi trovo a dovermi ricredere, ho sperato almeno che avesse riversato lo spettacolo e il truce commento ai suoi contatti, magari voler condividere in un cerchio di persone scelte, un dolore… e invece no! Commento e foto, tutto pubblico!
E torno alla domanda iniziale: esiste un limite? Dov’è ? Qual’è?
Io stessa ho condiviso il dolore terribile della perdita di mia figlia e, la vicinanza, silenziosa, la voce della condivisione, di tanti e stata per una consolazione dolce, che non mi richiedeva per forza la fatica di rispondere, come un telefono che, inopportunamente, squilla.
Ma diventare spettatore, fotografare una persona cara mentre è in un momento di dolore e commentare in maniera sprezzante, saccente, sinceramente, non lo comprendo.