C’è un limite in ogni post….!?!

È da qualche giorno che mi frulla in testa questa domanda: esiste un limite ai contenuti da postare sul social network?È non mi riferisco alle immagini di dubbio gusto come le pose da “intimo di postal market” e non faccio neanche problemi di morale.La mia domanda adesso diventa esistenziale.

Ma facciamo un passo indietro. Due giorni fa mio marito mi ha chiamato, allarmato, per farmi vedere una foto pubblicata in FB da un suo contatto, non uso volutamente la parola amico, perché mi auguro, anzi so che mio marito non lo considera tale. E come potrebbe?

La foto, fatta dalla sua mano, ritraeva una donna nel momento in cui, dopo un grave incidente, dopo essere stata completamente bloccata dai soccorsi, giace, sembra anche priva di vita, in una barella.
E già qui avrei da ridire rispetto alla mania di trasformarsi in spettatori dotati di moderni smartphone che si arrogano in diritto di “documentare” le altrui disgrazie anziché rimboccarsi le mani e darsi da fare o, per lo meno, rispettare il dolore altrui in silenzio, ” quanto di vita han mangiato le macchine con la voracità delle bestie afflitte da un verme solitario” (L.Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore). Ma se già questo mi indigna non trovo parole per esprimere il sentimento che ho provato sapendo che la donna ferita é la moglie del novello reporter il quale, non pago del suo pessimo gusto, ha anche commentato la foto con una frase che vi risparmio, ma che suonava come un “te l’avevo detto io” di puffo-brontoliana memoria.
A quel punto io, che cerco sempre il lato migliore delle persone e, ultimamente mi trovo a dovermi ricredere, ho sperato almeno che avesse riversato lo spettacolo e il truce commento ai suoi contatti, magari voler condividere in un cerchio di persone scelte, un dolore… e invece no! Commento e foto, tutto pubblico!
E torno alla domanda iniziale: esiste un limite? Dov’è ? Qual’è?
Io stessa ho condiviso il dolore terribile della perdita di mia figlia e, la vicinanza, silenziosa, la voce della condivisione, di tanti e stata per una consolazione dolce, che non mi richiedeva per forza la fatica di rispondere, come un telefono che, inopportunamente, squilla.
Ma diventare spettatore, fotografare una persona cara mentre è in un momento di dolore e commentare in maniera sprezzante, saccente, sinceramente, non lo comprendo.

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5 thoughts on “C’è un limite in ogni post….!?!

  1. Non si può comprendere. Il limite c’è, ci deve essere, ma non solo in un post, sempre. E il limite viene rispettato solo se educazione e formazione funzionano.

  2. E’ da ieri che rimugino sulle parole del tuo post…perché come succede sempre, nel leggere, ho immaginato, per cui mi son vista scorrere la foto che tu descrivi e la cosa mi ha non poco inquietato…Ti hanno già risposto bene gli amici di villaggio che mi hanno preceduto; il limite non può essere decretato per legge, perché dovrebbe discendere dalbuonsenso, da una corretta capacità di giudizio e da un’etica del rispetto che conosce bene i confini entro cui muoversi Nell’epoca di profonda decadenza in cui viviamo, tutti questi aspetti sono quasi diventati oggetto di ludibrio, per cui è la spettacolarizzazione anche del dolore e della tragedia ad ottenere il plauso…sì, è lo squallore prodotto da un’incultura che deve essere tenacemente contrastata. Anche queste nostre riflessioni servono a questo. Un grazie per la forza che sei riuscita a trasmettere, in modo discreto e per questo ancor più potente, specie nella parte finale del tuo post.

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