anatomia di un post

easel.ly

Ciao a tutti!!! Dopo un meritatissimo periodo di riposo ho pensato di ricominciare a scrivere dall’anatomia di un post.

Incontrando i genitori, nei miei laboratori sulle nuove tecnologie, mi sono resa conto che tanti non hanno neppure idea di che cosa sia un post su Fb. Allora eccomi qui a descriverlo.

Intanto di che parliamo? Un post è il messaggio di testo che viene usato nei social network e nei blog. Post è una parola ormai importata nel nostro linguaggio comune, il mio amatissimo Devoto-Oli 2009, anche se un pò datato, riposta la seguente definizione :

post messaggio inviato a un blog o a un gruppo di discussione in internet.

Effettivamente la definizione è un pò poverina, immagino e spero che una versione più recente del dizionario ne porti una più completa, in ogni caso avete capito, il post è il testo che viene pubblicato nel web ed è caratterizzato dall’essere un testo pensato per essere condiviso con altri utenti della rete. Un blogger scrive un post perché spera che qualcuno lo legga e magari lo anche commenti, un utente di fb lo scrive perché vuol comunicare ai suoi amici/conoscenti/contatti ciò che pensa, ciò che fa, oppure vuole condividere contenuti, risorse, immagini.

Come potete vedere dalla infografica che ho realizzato con Ease.ly (uno strumento che mi riprometto di presentarvi presto) un post su Fb è costituito da uno spazio bianco nel quale di solito leggiamo una domanda stimolo a che stai pensando?

“A cosa stai pensando?” vuol essere un input a scrivere qualcosa da condividere, qualcosa che riguarda noi, i nostri sentimenti, ciò che facciamo nel qui ed ora in cui ci colleghiamo al social network.

Il testo scompare appena iniziamo a digitare. Il post di Fb, diversamente da quello di Twitter, non ha nessun limite di caratteri, quindi può essere anche un testo lungo, in questo caso nella bacheca dei contatti ne appare solo una prima parte con “Visualizza altro”, cliccando sulla scritta che appare in azzurro si può leggere tutto il testo

visualizza altro

I post possono essere non solo testi, ma anche foto, video e link o shortlink ad altri post presi dal web. Nel post si possono anche inserire link ipertestuali e hastag, oppure tutte queste cose insieme.

Oltre a scrivere quali sono le altre azioni che possiamo associare al post?

  • Taggare gli amici
  • aggiungere la posizione dalla quale stiamo scrivendo
  • aggiungere file (foto e video)
  • scegliere il pubblico che potrà leggere il nostro post ( vi invito a leggere i miei post precedenti sulla privacy)

E vi ricordo che, secondo me, c’è un limite in ogni post, a volte, potremmo contare fino a dieci, almeno, prima di postare, che ne pensate?

C’è un limite in ogni post….!?!

È da qualche giorno che mi frulla in testa questa domanda: esiste un limite ai contenuti da postare sul social network?È non mi riferisco alle immagini di dubbio gusto come le pose da “intimo di postal market” e non faccio neanche problemi di morale.La mia domanda adesso diventa esistenziale.

Ma facciamo un passo indietro. Due giorni fa mio marito mi ha chiamato, allarmato, per farmi vedere una foto pubblicata in FB da un suo contatto, non uso volutamente la parola amico, perché mi auguro, anzi so che mio marito non lo considera tale. E come potrebbe?

La foto, fatta dalla sua mano, ritraeva una donna nel momento in cui, dopo un grave incidente, dopo essere stata completamente bloccata dai soccorsi, giace, sembra anche priva di vita, in una barella.
E già qui avrei da ridire rispetto alla mania di trasformarsi in spettatori dotati di moderni smartphone che si arrogano in diritto di “documentare” le altrui disgrazie anziché rimboccarsi le mani e darsi da fare o, per lo meno, rispettare il dolore altrui in silenzio, ” quanto di vita han mangiato le macchine con la voracità delle bestie afflitte da un verme solitario” (L.Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore). Ma se già questo mi indigna non trovo parole per esprimere il sentimento che ho provato sapendo che la donna ferita é la moglie del novello reporter il quale, non pago del suo pessimo gusto, ha anche commentato la foto con una frase che vi risparmio, ma che suonava come un “te l’avevo detto io” di puffo-brontoliana memoria.
A quel punto io, che cerco sempre il lato migliore delle persone e, ultimamente mi trovo a dovermi ricredere, ho sperato almeno che avesse riversato lo spettacolo e il truce commento ai suoi contatti, magari voler condividere in un cerchio di persone scelte, un dolore… e invece no! Commento e foto, tutto pubblico!
E torno alla domanda iniziale: esiste un limite? Dov’è ? Qual’è?
Io stessa ho condiviso il dolore terribile della perdita di mia figlia e, la vicinanza, silenziosa, la voce della condivisione, di tanti e stata per una consolazione dolce, che non mi richiedeva per forza la fatica di rispondere, come un telefono che, inopportunamente, squilla.
Ma diventare spettatore, fotografare una persona cara mentre è in un momento di dolore e commentare in maniera sprezzante, saccente, sinceramente, non lo comprendo.